Ristorante di pesce ad Agrigento


Il Molo è un ristorante di pesce ad Agrigento che, grazie all’abilità del suo capo chef Alfredo Lattuca - la cui missione è proporre ai clienti emozioni da gustare - riesce a proporre una cucina in grado di coniugare sapori antichi in chiave moderna. Il menu che i clienti hanno potuto apprezzare in questi anni è composto dai piatti tradizionali della cucina siciliana, rivisitati e aIl Molottualizzati dal suo estro creativo. Tante le preparazioni speciali, dalle uova insaporite con una pioggia di caviale, agli antipasti con ostriche e gamberi rossi crudi, dai frutti di mare, agli involtini di dentice in crosta, dal pesce spada in crosta di pistacchio alle tagliatelle fresche con gli scampi, dal carpaccio di tonno affumicato alle insalate di mare, fino alle fritture di pesce croccanti e leggere. Il ristorante dispone anche di un ricchissimo carrello con una selezione di formaggi nazionali e internazionali con cui concludere i pasti prima di concedersi un buon dolce, di cui Il Molo offre un assortimento particolarmente stuzzicante.

Il ristorante di pesce ad Agrigento oltre a tanto pesce freschissimo propone alcuni dei piatti più caratteristici della Sicilia come le scaloppine al marsala, le salsiccette alla palermitana, il polpettone e il coniglio in agrodolce. Le salsiccette alla palermitana sono fatte con carne macinata grossa di misto maiale e di bovino, a cui si aggiunge il finocchio che conferisce il sapore tipico a questo preparato. Solitamente queste salsicce vengono cucinate in padella con vino o arrostite sulla brace e persino fritte e poi messe nel ragù. Questo piatto ha origini antiche e nasce dalla necessità di non buttare via nessuna parte del maiale, cercando di riutilizzare tritate delle componenti altrimenti poco utilizzabili.
Tra le ricette a base di pesce invece, forse una delle più caratteristiche è quella del pescestocco. Questo pesce di derivazione nordica arrivò in Sicilia tramite dei mercanti che, per sopravvivere alle lunghe traversate, mettevano sotto sale lo stoccafisso per aiutarne la conservazione. Si tratta di un piatto povero di cui si nutrivano gli scaricatori di porto oltre ai marinai che poi negli anni e, quando divenne una ricetta usata anche nelle locande, fu arricchito con patate, pomodori e cipolle.